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Legge regione puglia slot machine

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Mesini Pd: Troiano M5S: Di Osvaldo Asteriti. Giochi e fisco. Ma di che cosa stiamo parlando? Il consigliere Santorsola Noi a Sinistra per la Puglia: Io sono disponibile da domani a lavorare nella Commissione III, nella Commissione competente, per fare in modo che tutto quello che nella legge non va possa essere cambiato e che tutto quello che noi vorremmo aggiungere lo si possa aggiungere.

Il consigliere Mario Pendinelli Misto: Il dibattito su questo tema si è avviato da tempo, in Regione, e naturalmente il dibattito si è sviluppato anche e soprattutto in Commissione. Abbiamo assistito alla presentazione di alcune proposte di legge che miravano a intervenire, e in più occasioni abbiamo avuto modo di sottolineare come in realtà la normativa regionale non avesse poi avuto una reale applicazione. Per cui, tutte le azioni di contrasto, di prevenzione, non sono di fatto partite. Perché ho fatto la premessa? E chiudo, Presidente. Quindi, ci siamo avviati alla discussione del tema con la massima liberalità, con il massimo spirito di collaborazione e con la volontà di lavorare per i cittadini della Puglia, senza venir meno a delle iniziative di prevenzione che, invece, come abbiamo sottolineato più volte, debbono essere portate avanti e soprattutto senza la volontà di lavorare contro qualcuno.

Tutto sommato, abbiamo inscenato un percorso, questa mattina, che avremmo potuto tranquillamente evitare e avremmo potuto tranquillamente procedere alla votazione. Il consigliere Fabiano Amati Pd: In particolare, tutti combattiamo contro questi gravissimi problemi di salute. Questa rimeditazione è, peraltro, assistita non dalle nostre chiacchiere, le mie per prime ovviamente, ma da studi approfonditi. Ora, siccome noi non giochiamo alla roulette e quindi un mese, due mesi, sei mesi, no, sette mesi, quante fiche su un anno, allora ognuno mette le sue fiche, ma nel diritto, come nella pubblica amministrazione, ci si lega a fatti obiettivi, oggettivi, abbiamo pensato di presentare un emendamento e di agganciare la vita della nostra legge a quella del Testo unico nazionale.

Per evitare un paradosso tecnico. Io mi rendo conto che le ragioni della tecnica e del diritto a volte fanno a botte con le ragioni della lotta politica. Sapete a quando risale la normativa vigente in questa materia in Italia? Più o meno come quella dei Consorzi di bonifica, cioè agli anni Trenta. È un regio decreto, una cosa per nulla moderna. Allora, il Consiglio regionale della Puglia deve compiere un atto del genere. Per eterogenesi dei fini, noi ci ritroviamo con una motivazione condivisibile, ma con un testo che, in realtà, non è convergente con la motivazione.

Il testo originario è più severo, aggancia alla responsabilità dello Stato, in questo caso del Governo in carica, queste necessità e questi problemi che noi tutti quanti dobbiamo porci. Quindi, lo Stato biscazziere continua nella sua prospettazione. Era Kafka nel Giocatore. Qua, invece, stiamo facendo un azzardo: Mi spiego meglio. La domanda è questa: Tutta una serie di valutazioni che sono consegnate giustamente alla competenza regionale. Detto questo, la Regione nel ha fatto una precisa scelta. La prescrizione è quella, data al — tra virgolette — Questore di escludere la possibilità di autorizzare il gioco, queste sale da gioco, qualora questa sala sia ubicata in un raggio inferiore a metri dai luoghi sensibili.

Ma la domanda è: Era possibile? Non lo so. Per il futuro? Ma poteva dirlo anche per le autorizzazioni precedenti? Io tendo a escluderlo. Quindi, tendo a concludere, ma ripeto, con un carico di dubbi, che quella disposizione, in realtà, risulta essere priva di totale efficacia. Per dire che cosa? Questo è il tema. Le risposte sono sul piano culturale, sul piano sociale, sul recupero di una rete di solidarietà, su altri tipi di azioni, che non possono essere consegnate a una norma.

Il consigliere Campo Pd: Di questo elemento credo che tutti debbano prendere atto. Bisognerebbe approfondire, ascoltare opinioni, e pur approfondendo e ascoltando opinioni vi è chi la pensa in un modo, chi la pensa in un altro. E di questo è stato reso conto ampiamente nel corso di questo dibattito. Ci sono opinioni contrastanti: Chiaramente, quando si ha una responsabilità diversa bisogna provare ad affrontare non con gli slogan ma per quella che è. Io quindi consiglierei a tutti — questo mandato mi sono dato — di provare oggi, piuttosto che fare slogan o concessioni ad interlocutori, ai cittadini che qui oggi hanno il sacrosanto diritto di far valere le proprie opinioni, ad applicarci per trovare una soluzione possibile non in un braccio di ferro, per dire chi ha vinto e chi ha perso.

Come vedete, forse mi resta di questa giornata un tema, una consegna: Ci è stato detto anche oggi che molte Regioni stanno correndo ai ripari. Chi invece è andato avanti sul distanziometro, tipo il Piemonte, sta avendo difficoltà. Oggi abbiamo appreso molte criticità. Il lavoro che è stato fatto in Commissione ha aperto uno squarcio problematico in questa vicenda.

Anche in campagna elettorale questo è stato il cavallo di battaglia di alcune forze politiche che oggi sono al Governo. Siamo consiglieri regionali. Tra sei mesi siamo ancora qui in Consiglio regionale. Se, dunque, il tema è complesso e vale la pena, rispetto a questioni del genere, non compromettere un risultato, che è quello di risolvere un problema posto: Forse il distanziometro non è una misura efficace e forse non toccava nemmeno alla Regione farlo.

Non riusciamo ancora a venirne a capo. Ci sono mutamenti legislativi ad ogni piè sospinto, e anche questo è un terreno che ha altrettanta sensibilità. Intanto non facciamo confusione in mezzo a noi, non creiamo pretesti perché si strumentalizzi la posizione del Presidente di un Gruppo piuttosto che di un altro, la gente va a casa serena che non chiude domani. Abbiamo sei mesi, come la buona politica insegna. Agitarsi a volte fa male. Ce ne andiamo sereni a casa, non stressiamo né la maggioranza né il Consiglio regionale. E il punto non è più prorogare o non prorogare in attesa di chi, ma che forse quella cosa va proprio espunta dalla legge regionale sul contrasto alle ludopatie.

O forse il Governo dei Cinque Stelle e della Lega, come ha promesso, ci porterà una soluzione, alla quale tutti quanti dovremo necessariamente attenerci perché è materia nazionale. O forse a Roma si deciderà che per alcuni aspetti decide lo Stato, per altri aspetti decidono le Regioni, e noi vedremo gli aspetti di nostra competenza, ci confronteremo e troveremo una soluzione. Abbiamo sei mesi di tempo.

Avremo il tempo di farlo con tutta serenità. Questo è il mio appello. Voglio qui aprire un flash, da medico. Ecco perché noi convintamente sosteniamo questa proroga di scadenza, che dispiace sia stata limitata a solo sei mesi, quando avremmo voluto che la palla fosse in mano al Governo loro. Comunque staremo a vedere se i nostri amici colleghi del Movimento 5 Stelle riescono a tallonare il loro Governo per fare in modo che entro questi sei mesi… Bene.

Non una linea politica chiara e riconoscibile: Dopo aver perso il monopolio delle scommesse in Turchia, Intralot ha deciso di ritirarsi anche dal mercato polacco dove in queste settimana sta completando …. Privacy Acconsento al trattamento dei dati personali. Non siamo solo numeri. A Modena il gioco chiude i battenti: Mesini Pd:

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